mercoledì 25 dicembre 2013

Ciclobilancio romano del 2013

Passato Natale il 2013 si avvia all'archiviazione... è quindi il tempo di fare un bilancio ciclistico di quest'anno a Roma. Io comincio, poi, ovviamente, ognuno potrà commentare e dire la sua. magari riusciamo tutti quanti ad arrivare a qualcosa sulla quale siamo tutti d'accordo.

Il buono del 2013

Il 2013 non ha portato molto di buono.

a) Siamo aumentati di parecchio. Circa 3 settimane fa ho percorso di nuovo la pista dell'EUR, dalle 3 fontane fino alla fine, e ho visto almeno una trentina di ciclisti.

Ai tempi dell'inizio di questo blog mi capitava di attraversare Roma da Nord a Sud e non vedere alcun ciclista. Cito dal post del 25 ottobre 2008Non sarà stato un critical mass, ma ieri, verso le 18:20, mi sono trovato ad un semaforo sulla pista della Colombo insieme ad altre tre biciclette. E non erano corridori, ma altre persone in normale spostamento, vestiti da città.  Insomma, siamo aumentati,  e di parecchio.

b) E' migliorata l'accettazione da parte degli automobilisti. Sempre più automobilisti si dimostrano tolleranti verso noi ciclisti e sempre meno impazienti. Certo, ci sono ancora quelli pericolosi, quelli che lasciano l'auto in seconda fila, etc. etc. Ma la strada dll'accettazione della bicicletta è ormai aperta e irreversibile.

c) E' ricominciata la manutenzione delle strade. In questo ultimo scorcio  di 2013, la manutenzione delle strade è ripartita e almeno sono state chiuse tante trincee aperte per i lavori di sostituzione della rete del gas. E' un trend stabile? Ho paura di no, ma speriamo!

d) Non c'e' più Alemanno. Ha perso le elezioni ed è divenuto capo dell'opposizione. Il beneficio è compensato dal fatto che Marino, malgrado dichiarazioni, intenzioni e progetti, non abbia ancora  fatto nulla di concreto.

e) Sono esplose le pieghevoli.  In particolare  la mia si è proprio aperta, addirittura, Il ritorno alla Graziella, seppur nella sua versione evoluta, ha molte ragioni. Indubbiamente la pieghevole si adatta meglio al panorama cittadino e permette di cogliere pienamente le occasioni della intermodalità.


E questo conclude la lista delle cose positive. Andiamo a quelle negative


Il Cattivo del 2013

a) Nel 2013 l'infrastruttura ciclistica è rimasta praticamente invariata. Se sono state inaugurate piste, piccoli tratti, sono tate comunque realizzazioni parziali che non hanno in alcun modo migliorato la qualità della vita del ciclista, ne' tantomeno diminuito il rischio di muoversi. Niente grandi realizzazioni, tipo la Roma Fiumicino, il cui inizo è stato annunciato praticamente una volta al mese.

b) Niente bike-sharing. Il bike-sharing a Roma rimane un miraggio.

c) Rimane altissima l'indisciplina sulle strade. Alemanno era un totale anarchico, almeno per quanto riguardava le strade. Marino ancora non ha fatto molto in questo campo, e solo adesso si vede quache tentativo timido e sporadico di limitare almeno gli aspetti più eclatanti. La pericolosità rimane alta.

d) La rete stradale è andata degradandosi ancora.Malgrado i recentissimi miglioramenti, le strade di Roma sono sempre peggio. Una particolare menzione per i sampietrini che continuano ad essere sempre più sconnessi e sempre più fastidiosi.

e) I furti aumentano senza che nessuno li contrasti. Il furto rimane uno dei flagelli della ciclabilità romana. Il mood  generale con il quale si affronta l'argomento è: Poveracci, per mangiare qualcosa dovranno fare. Aggiungerei che l autorità di polizia sembrano pensare:  meglio che rubino biciclette che facciano di peggio.  Io ormai sono per l'antifurto a cecchino, stile  Il nemico è alle porte.


Dovessi dare un giudizio, l'aumento dei ciclisti rappresenta un elemento che da solo compensa tutti gli altri punti negativi. Viene però da chiedersi quale sarebbe stato questo sviluppo se la rete ciclabile fosse stata ampliata in maniera significativa, o se a Roma fosse stato fatto un bike-sharing serio.

Vabbè, vediamo cosa sarà capace di fare il Sindaco nuovo, ma se il buongiorno si vede dal mattino non credo ci saranno grandi miglioramenti, e mai come adesso spero di sbagliarmi.

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