venerdì 20 aprile 2018

Ma la Formula "B" non arriva mai...


La ns sindaca ha diramato un orgoglioso comunicato per la conclusione, felice, del gran premio di
Formula E a Roma… non l’ho visto, ma neanche sentito, quindi tutto ok!
Non solo, ma commercialmente l’operazione e’ andata alla grande, ovvero a Roma sono entrati piu’ soldi di quanto sia costata al Comune l’organizzazione, compresa la risistemazione in kind di un sottopasso della Colombo.







Per carita’, tutto bene… i motoristi sono contenti, poco rumore e inquinamento, magari gli abitanti

dell’Eur (Formula E?) qualche disagio l’hanno patito, ma tant’e’. Certo, non e’ il GP di Monaco,
ma neanche fa casino’.
Il punto e’ un’altro…
Tra formule E, navigazione sul Tevere (assistita ogni anno, mi risulta), acquari, Citta’ del Nuoto (@!%$)
e altri accidenti, l’ora della Formula B, la realizzazione di una infrastruttura ciclistica non arriva mai.
Il problema sostanziale, anzi… il probbblema, e’ che la bici fa risparmiare. Fa risparmiare tempo, denaro,
soldi per le medicine per abbassare la pressione, inquinamento, etc, ma sembr che non generi PIL di
per se’.

Ovvero quando usi la bici guadagni tu e indirettamente la collettivita’, ma a parte i negozi di ciclismo
nessun’altro introita.
Altro che piste da sci ad Ostia, pattinaggio su ghiaccio ghiacciato, Luni Parki e piste da Bowling. Quindi
se devi allocare un milione di risorsa, alla fine ti trovi (nel migliore dei casi) con qualcuno che se non lo f
ai muore di fame, fallisce o chiude i battenti.
PS.: Se invece fai la pista, oltre a scontentare molti automobilisti incazzati, c’e’ il rischio che il 10% dei
ciclisti ti ringrazi ma a denti stretti, il restante 90 ti dice che e’ fatta malissimo, che e’ da cicloturisti, che
segrega le bici, che era meglio se disegnavi le bikelane, ad Amsterdam ce l’hanno che manco pedali,
perche’ non me l’hai fatta sotto casa, dammi 5 cent a km,  erano meglio le docce in ufficio, altro che
piste voglio salire sul tram in bici gratis senno’ mi tocca pedalare…
Fatto sta che se le amministrazioni avessero messo un milioncino l’anno per ogni anno,  invece di
buttarlo in cazzi e mazzi, magari adesso avremmo qualcosina in piu’.
E invece gnente.

giovedì 19 aprile 2018

Due brutte buche in sequenza

E' bastato un giorno di fretta reale, una corsa dal carrozziere prima che chiudesse, per dimostrare una concreta quanto siano pericolose le strade romane bicicletta una ruota 20.

Infatti mi sono trovato per ben due volte ad entrare in buche grosse e profonde in maniera inaspettata è in mezzo al flusso del traffico, dove una caduta non perdona.

Per fortuna è andato tutto bene conseguenze le ha patite, e speriamo assorbite, la struttura della bicicletta.

Tutte e due le volte le buche sono state un regalo dell'autobus che stavo seguendo...

Mi piacerebbe sapere quanti quotidianamente si trovano con lo stesso problema.

Speriamo bene fino alla prossima volta, ma non mi pare che la situazione stia migliorando, anche se devo dire che le riparazioni post lavori stradali sono nettamente migliorate.

sabato 31 marzo 2018

Buche, Oscurita' e traiettorie deviate

La Virginia VoRaggini e' stata alquanto fortunata nel corso del suo primo anno di mandato... infatti la grande siccita' che ha colpito il paese dall'autunno del 2016 e fino alla neve di febbraio, ha di fatto congelato il degrado delle strade per un anno.

In quell'anno, un grace period letteralmente piovuto (😃😃) dal cielo, molto si sarebbe potuto organizzare, e invece niente, anzi molto romanamente  gnente, un cazzo. 

Ad un certo punto un quotidiano online ha pure dato la notizia che era circa un anno che le offerte per il contratto di riparazione giacevano abbandonate perche' la commissione aggiudicatrice non si riuniva. Sullo stesso quotidiano non ho trovato la smentita del comune... gnente de gnente.

Alla fine di febbraio lo scioglimento dei circa 20 cm di neve ha imbibito ben bene il suolo subito sotto l'asfalto, peraltro in forte sospetto di non essere come da capitolato (e questa NON e' certo colpa della Raggi), e la situazione e' precipitata.

Il manto stradale adesso e' molto pericoloso, specie per le biciclette, specie per le pieghevoli con le ruote piu' piccole e senza sospensioni.

Per fortuna la velocita' e' bassa, ed e' difficile che ci si trovi nell'impossibilita' di frenare (sempre che quello che sta dietro a te non stia giocherellando col telefono).

Pero' ci sono ancora due condizioni molto pericolose, una ovvia, l'altra molto meno, che mi si e' andata palesando solo in questi giorni.


Buche & Oscurita'
Oltre allo stato pietoso del manto, capita spesso che vaste sezioni dell'illuminazione stradale siano fuori uso. Per auto e moto tutto sommato non e' un grosso problema. I fari anabbaglianti, e gli abbaglianti se necessario, risolvono il problema alla grande.

Per le bici e per i pedoni e' tutto un altro affare. Da pedone spesso sono vestito di scuro, e non mi piace attraversare la strada su strisce pedonali ormai scomparse alla merce' dei fari degli altri.

Da ciclista cerco sempre di mettermi addosso qualcosa di fluo, pero' il problema rimangono le luci, che in genere sono fatte per essere visti, piu' che per vedere, e se funzionano bene, lo fanno comunque in ambiente stabilmente oscuro.

Mi spiego meglio: quando sei in una zona illuminata gli occhi sono abituati alla luce dei lampioni. Improvvisamente passi alla zona oscura... la lucetta della bici illumina, ma gli occhi ci mettono un bel po' ad abituarsi alla visione notturna, che comunque e' compromessa da ogni passaggio di auto con i propri fari.

In queste condizioni e' praticamente impossibile non solo vedere le buche, ma soprattutto giudicarne la forma, e distinguere tra quelle passabili e quelle pericolose.

Sulle strade che percorri (e come ciclista annoto mentalmente ogni gobbetta dei miei percorsi abituali) il rischio e' abbastanza contenuto, sui percorsi non abituali c'e' veramente da aver paura. Almeno io ce l'ho.

Traiettorie equivocate
La bici e' molto flessibile e, se vuole, riesce a passare sui pochi centimetri di asfalto rimasto intatto tra una buca e l'altra. Questi ricami, figli anche di una buona pratica fuoristrada, comunque hanno un prezzo da pagare in termini di traiettorie sinusoidali, fatte per raccordare i passaggi obbligati.

In alcune circostanze queste traiettorie vengono scambiate per altri comportamenti, come per esempio, l'intenzione di girare a dx ad un incrocio. Mi e' gia' capitato che, allargandomi a dx per evitare un tratto di asfalto ammalorato, l'auto immediatamente alle mie spalle giri tranquillamente anche lei a dx, salvo poi frenare di botto quando si accorge che in realta' la mia era solo un'accostata tattica.

Altrettanto quando devi allargarti quei trenta cm a sx, cosicche' auto e bici non ci passano.

Vabbe'... business as usual direte voi. Un cazzo  rispondo io, il rischio e' anche figlio della frequenza con la quale accadono queste cose.

Co 'ste voRaggini der cazzo ogni 20 metri, la frequenza e' aumentata di almeno un fattore 10, e sento gia' i polli di Trilussa ridere a crepapelle...

domenica 18 febbraio 2018

A Roma la zona 30 si espande a cavolo

L'altro giorno ho letto che la zona 30 si e' ulteriormente espansa a Roma Nord, ingoiandosi un bel pezzo di Salaria, Olimpica, Tangenziale... 

Se solo fosse ancora vivo notizie come questa farebbero la felicita' di #ditrafficosimuore (tie!).  

E' ancora vivo? Allora o non c'e' tanto traffico o era un balla... 😁😁😁 

Il problema sta nel fatto che questa zona 30 non ha niente a che vedere con cio' che veramente serve alla circolazione, ma solo con l'incapacita' del Comune di organizzare in maniera seria e continuativa la manutenzione delle strade. 

Non riuscendo a riparare le buche, diventa obbligatorio mettere, per salvarsi il didietro, limiti di 30 all'ora su strade che anche di progetto (vedi la tangenziale) consentono i 70 all'ora. 

Ovviamente sulle stradine, dove il limite 30 all'ora sarebbe necessario, gnente.

Vabbe', ma almeno vanno a trenta all'ora? Se crolla la produttivita' del mezzo a quattro ruote almeno ne guadagna l'ambiente (rumore ed emissioni) e anche le tasche del conducente... ovviamente no! 

Ovviamente no, perche' tutti sanno che il limite e' solo una mutanda di bandone che si mettono gli amministratori rispetto a possibili incidenti, e come ha detto chiaramente la sindaca in campagna elettorale, gli autovelox  non si mettono perche'  XYZ non mette le mani nelle tasche dei cittadini (su questo sto preparando un altro post...). 

E anche perche' se oltre a mettere un cartello metti anche l'Autovelox, allora tutti si accorgono che sei un'incapace in tema di pubblica amministrazione e quindi rischi l'impopolarita' che gia' uccise il povero Marino.

Questo deal sembrerebbe anche un esempio della flessibilita' italiana, anche se, come ci stiamo accorgendo amaramente mentre continuiamo ad allontanarci dal novero dei paesi civili, due cose sbagliate non fanno una cosa giusta.

Infatti vi sono belve nascoste nell'ombra che sono i veri beneficiari di questo accordo... una volta che non puoi mettere gli autovelox perche' la gente supera i 30, quelli che vogliono andare da 70 a 120 hanno la strada libera... e quindi le strade, come il traffico diminuisce poco poco, si trasformano in piste. 

Non e' un caso che abbiamo avuto una serie impressionante di incidenti urbani mortali da alta velocita', per non parlare dei frontali nei sorpassi azzardati. Mi pare che il solito ... di giocatore di calcio col macchinone ci abbia quasi lasciato le penne (mannaggia, quasi...).

Vabbe'... insomma siamo alle solite... ultima chicca... i cartelli 30 lasciati anche dove le strade sono state ormai aggiustate... fateci caso.

lunedì 5 febbraio 2018

Santa Bibiana che dura una settimana

Come accennavo alla fine del post precedente, a Santa Bibiana, tra il tunnel e San Lorenzo, sono in corso lavori di risistemazione di qualche rete, acqua o gas... francamente non mi sono fermato a capire.

Per fortuna il ripristino delle superfici e' stato "al di sopra della media", intendendo che la superfici riasfaltate sono buone e per fortuna non presentano le irregolarita' cui a Roma siamo ahime' abituati.

Chi e' stata fatta fuori dai lavori e' invece la segnaletica orizzontale, che e' scomparsa nel tratto molto critico all'uscita dal tunnel.

Poi c'e' l'altra, in particolare quella dell'attraversamento ciclopedonale, che e' scomparsa a meta', tutto sommato quella meno importante, a valle del passaggio, ma che nella componente sopravvissuta e' praticamente svanita per l'usura. Dopo due o tre mesi dalla stesura iniziale.

Beh, questo lascia molto perplessi e fa pensare che da qualche parte, nella specificazione o nell'esecuzione del lavoro, ci sia un buco.

Infatti non si puo' pensare di ridipingere le strisce 4 volte l'anno, quindi o le specifiche del Comune fanno schifo (ma allora accadrebbe sempre) oppure chi esegue l'opera risparmia a nostre spese.

Di fatto l'attraversamento e' tanto sbiadito che gli automobilisti non lo vedono piu', e quindi il taglio a 90 gradi del flusso e' tornato pericoloso.

Roma Anticiclista colpisce ancora...

domenica 14 gennaio 2018

Due problemini risolti

Tanto per non cadere nel pessimismo piu' totale, dico dopo il post scorso, andiamo a scoprire due importanti miglioramenti sulla via dell'ufficio, che si sono "magicamente" concretizzati negli ultimi sei mesi. Parliamo della giugulare della Prenestina e del tunnel di Santa Bibiana.

Giugulare Risolta
Parcheggio sotto la sopraelevata
In questo post del lontano 2014, facevo notare come la pessima abitudine del parcheggio a spina di pesce sotto la sopraelevata della Prenestina, creava un serio pericolo per noi ciclisti.

La spiegazione che mi aveva dato un Vigile era interessante:

Non possiamo fare le multe a chi parcheggia a spina di pesce perche' in realta' li' sotto non si puo' proprio parcheggiare. Infatti la sopraelevata e' classificata come onte e sotto i ponti non si puo' parcheggiare. O facciamo la multa a tutti (e abbiamo l'insurrezione dei residenti) o a nessuno. Comunque a San Lorenzo la zona e' stata riclassificata, e quindi possiamo definire un modo corretto di parcheggiare. Adesso stiamo cercando di fare lo stesso qui".

Ci sono voluti quasi due anni di tempo, ma alla fine il risultato ci sta, e quindi noi ciclisti abbiamo la nostra striscetta e gli automobilisti possono sfrecciarci accanto per passare piu' tempo nell'ingorgo di Porta Maggiore!

Comunque e' ormai aperta la porta alla bikelane della Prenestina che altrimenti non si sarebbe potuta fare.

E A VOI... SANTA BIBIANA
Bikelane di lusso
So bene che tutti hanno ormai scritto tutto su questa opera, della quale dobbiamo sicuramente ringraziare in gran parte Paolo Bellino, precedente delegato alla ciclabilita'.

Probabilmente non e' stato l'unico a perseguirla, ma sicuramente una delle punte di diamante tra quelli che hanno fatto l'opera.

Bene, come gia' ampiamente scritto, io percorro il tunnel da Via Giolitti a San Lorenzo, e a me l'opera va benissimo. Non sono assolutamente d'accordo con il feroce attacco fatto da Roma fa Schifo, anche se niente esce fuori perfetto.

Nel mio caso l'ingresso dal lato Giolitti e' ottimo e sicuro, e anche se non c'e' una vera separazione fisica dal flusso delle automobili, i catarifrangenti e la segnaletica orizzontale costituiscono un miglioramento netto rispetto alla situazione precedente.

All'uscita dal tunnel devo girare a sinistra per andare a Castro Pretorio, tagliando il traffico. La soluzione adottata, ovvero un attraversamento ciclabile secco, spezza il ritmo di pedalata, pero' alla fine e' piu' sicura dello spostamento dinamico di prima. E poi se ti investono li' ti ripagano pernuovo, vuoi mettere?

Diciamo che il problema maggiore sono quei ciclisti che invece di continuare  sulla bikelane  si uniscono al flusso delle auto e quando attraversi si scocciano perche' devono frenare.

Il contraflow e' invece proprio riuscito male, quindi la maggior parte dei contraflowisti risale la bikelane contromano. Bikelane che comunque e' abbastanza capace da accomodare due ciclisti che si incrociano.

A parziale discolpa dei progettisti c'e', secondo me, la necessita' di rispettare le famose ;inee guida di progettazione, e la difficolta' di fare una vera bikelane a doppio senso per non sbilanciare troppo la circolazione automobilistica.

Comunque a tutti gli effetti la pista c'e' e funziona!

... insomma... gia' oggi il tratto finale era completamente occupato da ruspe impegnate in uno scalo... Ma qui si ritorna a...  Roma Anticiclista!

lunedì 1 gennaio 2018

Roma Anticiclista

Sarebbe bello iniziare l'anno con un post che parli dell'evoluzione dell'uso della bicicletta a Roma con aspettative e progetti... purtroppo per noi, cosi' come praticamente tutti i settori di questa ormai disgraziata citta', sono in profonda sofferenza... e non si vede alcuna via d'uscita!

Va comunque detto che a Roma aumentano ciclisti e biciclette. Il centro di Roma si e' ormai abituato alla figura del ciclista, la periferia molto di meno, le zone universitarie molto di piu'.

E' difficile ormai che si pedali da soli. Certo, ancora non abbiamo veri ingorghi di biciclette, ne' la quantita' e' paragonabile a quella degli scooteristi, pero' ci siamo e "facciamo traffico". Gli automobilisti ci hanno ormai inserito nei loro modelli di comportamento e, a parte un po' di  irriducibili stronzi (spesso veri delinquenti a piede libero che usano l'auto...), hanno imparato ad accettarci alle nostre velocita'.

Piu' difficile insegnare agli scooteristi che non abbiamo il cappotto di lamiera quando ci passano a 8 mm di distanza in accelerazione. Finche' lo fanno con le auto, alla fine e' a loro rischio e pericolo. Noi invece nei passaggi ravvicinati rischiamo quanto loro e quindi non va bene. Per niente.

Se non ve ne siete accorti, zitti zitti sono arrivati due bikesharing a flusso libero. Speriamo che durino abbastanza da prendere piede (ovvero che i rovistatori non si portino via le bici) e nel frattempo godiamoceli. Al centro si vedono abbastanza, e adesso cominciano ad apparire anche alle fermate della metro. Ancora poche, troppo poche per fare la differenza, ma chissa'!

La nota sgradevole e' che tutto questo fiorire di ciclabilita', che sarebbe in se' molto positivo, avviene malgrado, anzi contro, l'inerzia dell'amministrazione capitolina. E questo era uno dei settori dove si poteva fare parecchio con poco. Un fiore all'occhiello...E invece niente.

Si potrebbe discutere molto sulla scelta del delegato alla ciclabilita', secondo me un boomerang. Energico ma con profonda inesperienza amministrativa e aggressiva non professionalita' in fatto di trasporti. 

Ma alla fine il problema sta nel far ripartire una macchina tecnico amministrativa che non riesce a tenere in ordine nemmeno le strade principali. Lamentarsi della burocrazia (ovvia) non serve a nulla, per risolvere questi problemi su una scala come quella del comune di Roma, ci vogliono ben altre professionalita', esperienze e capacita' credetemi. 

Sta di fatto che stiamo perdendo anche le tanto detestate piste cicloturistiche , senza che le bike lane, eccettuati i 200 metri di Santa Bibiana, abbiano ancora fatto il loro debutto. 

Questo viene male soprattutto in quelle giornate mezze mezze, quando uno vorrebbe partire da casa e farsi una bella pedalata lungo il Tevere che portasse da qualche parte, localita' esotiche come Ostia, Ostia Antica,  Fiumicino, Veio, la Valle del Tevere a Nord, l'Aniene e Villa Adriana... insomma le uscite standard di una citta' orgogliosa.

La situazione non si limita all'inerzia pistociclistica, ma purtroppo ha ormai le dimensioni della catastrofe cittadina. Catastrofe che chiunque con un  po' di sale in zucca, poteva facilmente prevedere semplicemente ascoltando le interviste rilasciate dalla candidata Raggi nel corso della campagna elettorale. 

L'altro pilastro della mobilita' alternativa, il trasporto pubblico, sta conoscendo momenti tragici, con ATAC sempre piu' autoreferenziale... Magari l'avessimo venduta a Trenitalia, invece sembra proprio essere ritornata un intoccabile feudo elettorale. 

Infatti laddove le ferrovie stanno migliorando, il mezzo pubblico romano sta tornando il mezzo di trasporto di chi non puo' farne a meno, degli indigenti, della popolazione improduttiva in generale. I mezzi, comprese le metro, sono lenti e inaffidabili, e in certi parti di Roma ti sposti a contatto continuo con mendicanti (di importazione) e abitanti dei campi nomadi. 

E' chiaro che chiunque conduca una vita attiva in queste condizioni soffre, si veste anche lui un po' in stile campo nomadi, e cerca di usarlo sempre meno.  Quindi non solo il servizio e' pessimo, ma l'ambiente di viaggio e' sempre piu' inabitabile, triste e deprimente. Quindi chi puo' prende la macchina, lo scooter, io la bici.

Gli automobilisti avranno imparato a convivere con i ciclisti, ma sono tornati i veri padroni della strada. Non solo perche' nessuno fa il castigamatti, ma anche perche' con il trasporto pubblico in ginocchio, il massimo dell'impopolarita' e' attuare quelle politiche restrittive senza le quali l'auto la fa, e continuera' a farla,  da padrone... 

E per politiche restrittive non intendiamo il bandire le auto dal centro storico, ma semplicemente cercare di ridurre la sosta irregolare, oppure evitare di fare nuovi parcheggi a Termini... vabbe' forse questo era venuto dalla giunta precedente.

Comunque sia buon 2018 e buone pedalate. Che Roma peggiori ancora sembrerebbe difficile, ma ho tanta paura che non abbiamo ancora bevuto fino in fondo l'amaro calice della rovina nostra citta'.